Il lago non esiste più.
Ma ciò che ha inghiottito non ha mai smesso di muoversi.
Nel cuore della pianura padana medievale, tra Cremona, Milano e Piacenza, si estendeva un luogo temuto e rispettato: il Lago Gerundo . Acque torbide, nebbie persistenti, correnti invisibili. Un confine instabile dove uomini, eserciti e segreti potevano sparire senza lasciare traccia.
All’ombra di Tarantasio è un thriller storico medievale ambientato nel XIII secolo, dove la politica si muove come una lama nascosta e la paura diventa uno strumento di potere.
Septimius Forgius, Dominus di Castrum Novum, è un uomo che non combatte guerre rumorose. Pianifica, osserva, aspetta. Intorno a lui si muove una rete di alleanze fragili:
Berenice, donna colta e ferita, custode di memorie che nessuno osa nominare.
Martinus Ferabeus, signore di Cremona, razionale fino al limite della paura.
Domitilla Brancaleone, mente strategica temprata dalla perdita.
Alberico Mezzasalma, capitano di ventura forgiato nel ferro e nel fango.
Dorothea, medico costretto a vivere tra due identità, portatrice di verità scomode.
E poi c’è Tarantasio .
Drago? Bestia? Leggenda?
O soltanto il nome che gli uomini danno a ciò che non sanno controllare?
Sparizioni inspiegabili, iscrizioni latine riemerse dal fango, cunicoli sommersi, oggetti antichi segnati da morsi impossibili: ogni indizio apre nuove domande. Nulla è soprannaturale. Nulla è completamente spiegabile.
In questo romanzo il mistero non viene urlato , viene costruito.
La tensione cresce pagina dopo pagina, come la nebbia che sale dal lago: lentamente, inevitabilmente.
Non è un fantasy.
Non è un romanzo storico classico.
È un thriller medievale dove il vero nemico è l’ambiguità.
Il lettore cammina costantemente sul confine tra storia e leggenda, tra strategia politica e paura collettiva, chiedendosi fino all’ultima pagina se il drago esista davvero… o se sia solo l’arma più potente mai usata: il terrore. All’ombra di Tarantasio – I misteri del lago Gerundo è il Libro I di una saga storica ambientata nell’Italia medievale, dove il potere non si conquista con la forza, ma con il controllo delle rotte, delle informazioni e delle paure.