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Annali della Pandemia: Silloge di riflessioni filosofiche circa l’evento che ha caratterizzato il biennio 2020 / 2021
Coles
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Annali della Pandemia: Silloge di riflessioni filosofiche circa l’evento che ha caratterizzato il biennio 2020 / 2021 in Ottawa, ON
By None
Current price: $6.43


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Size: Kobo eBook
*Product information may vary - to confirm product availability, pricing, shipping and return information please contact Coles
Indice dei contenuti:
* Linguaggio, Comunità, Guerra
* L’utile idiozia del complotto permanente
* Coreuti e Cretini
* Proteggete i miei Padri
* Eroi intrepidi, consumatori assuefatti, nichilisti compiuti
* Gemeinschaft Vs Gesellschaft, Hegel Vs Stuart Mill
* Pandemia: le vere colpe del Capitalismo e del Moderno
* Ritornare a Milton Friedman, per autenticamente avversarlo
* Condurre l'autoevidenza al dimostramento
* Creonte-Antigone, Atene-Socrate, Massachusetts-Thoreau
* Ciò che resta del Grande Spazio europeo
* Pars destruens: idòla factionis
* Contro-analisi della sospensione di Astra Zeneca
* Fondamento della disequazione fra anti-scientismo e anti-capitalismo
* Scienza e Capitalismo
* Il Green Pass nell'orizzonte del filosofico
Nell’epistolario di Hegel e Niethammer, accanto alla celebre lettera del 13 ottobre 1806, in cui il futuro autore delle Vorlesungen über die Philosophie der Geschichte dichiara tutta la propria ammirazione per Napoleone, per colui ovvero che, almeno in quell’attimo autoptico, ipostatizzava per il filosofo lo Spirito del Tempo, l’Idea universale fattasi e Atto e Individuo (“Ho visto l’imperatore – quest’anima del mondo – uscire dalla città per andare in ricognizione; è davvero una sensazione meravigliosa vedere un uomo siffatto, che, concentrato qui su un punto, seduto su un cavallo, si protende sul mondo e lo domina”), trova successiva collazione la missiva del 17 ottobre, in cui un Hegel meno entusiasta e senz’altro più prosaicamente preoccupato per le sorti del sé e del proprio lavoro (“Prima ancora della battaglia, le forze francesi hanno cominciato ad entrare nelle case con la violenza e a saccheggiarle. I soldati sono entrati anche nella casa dove abito […] Alcuni di loro mi hanno minacciato […]. L’incendio si è propagato a tutta la città e io mi sono infilato in tasca l’ultimo manoscritto della Fenomenologia da spedire a Bamberga […]. La guerra è il diavolo e nessuno se la sarebbe potuta immaginare così terribile”), ci offre una rara e preziosa testimonianza di quanto persino la più sublime e somma speculazione teoretica e complessa mediazione concettuale non possa mai né mai debba astrarsi e tentare rarefatta d’allontanarsi dall’incalzante immediatezza e umiltà dell’evento e della di esso concretezza dalla cogenza d’adeguata corresponsione intellettuale.
Chiamati dall’Assoluto del Reale a imporre l’ordinamento dialettico dell’Automovimento e la discretudine dell’oggettivazione analitica all’ Erlebnis dell’accadimento pandemico, venturieri della Geistesgeschichte , qui azzardiamo risponta.
Indice dei contenuti:
* Linguaggio, Comunità, Guerra
* L’utile idiozia del complotto permanente
* Coreuti e Cretini
* Proteggete i miei Padri
* Eroi intrepidi, consumatori assuefatti, nichilisti compiuti
* Gemeinschaft Vs Gesellschaft, Hegel Vs Stuart Mill
* Pandemia: le vere colpe del Capitalismo e del Moderno
* Ritornare a Milton Friedman, per autenticamente avversarlo
* Condurre l'autoevidenza al dimostramento
* Creonte-Antigone, Atene-Socrate, Massachusetts-Thoreau
* Ciò che resta del Grande Spazio europeo
* Pars destruens: idòla factionis
* Contro-analisi della sospensione di Astra Zeneca
* Fondamento della disequazione fra anti-scientismo e anti-capitalismo
* Scienza e Capitalismo
* Il Green Pass nell'orizzonte del filosofico
Nell’epistolario di Hegel e Niethammer, accanto alla celebre lettera del 13 ottobre 1806, in cui il futuro autore delle Vorlesungen über die Philosophie der Geschichte dichiara tutta la propria ammirazione per Napoleone, per colui ovvero che, almeno in quell’attimo autoptico, ipostatizzava per il filosofo lo Spirito del Tempo, l’Idea universale fattasi e Atto e Individuo (“Ho visto l’imperatore – quest’anima del mondo – uscire dalla città per andare in ricognizione; è davvero una sensazione meravigliosa vedere un uomo siffatto, che, concentrato qui su un punto, seduto su un cavallo, si protende sul mondo e lo domina”), trova successiva collazione la missiva del 17 ottobre, in cui un Hegel meno entusiasta e senz’altro più prosaicamente preoccupato per le sorti del sé e del proprio lavoro (“Prima ancora della battaglia, le forze francesi hanno cominciato ad entrare nelle case con la violenza e a saccheggiarle. I soldati sono entrati anche nella casa dove abito […] Alcuni di loro mi hanno minacciato […]. L’incendio si è propagato a tutta la città e io mi sono infilato in tasca l’ultimo manoscritto della Fenomenologia da spedire a Bamberga […]. La guerra è il diavolo e nessuno se la sarebbe potuta immaginare così terribile”), ci offre una rara e preziosa testimonianza di quanto persino la più sublime e somma speculazione teoretica e complessa mediazione concettuale non possa mai né mai debba astrarsi e tentare rarefatta d’allontanarsi dall’incalzante immediatezza e umiltà dell’evento e della di esso concretezza dalla cogenza d’adeguata corresponsione intellettuale.
Chiamati dall’Assoluto del Reale a imporre l’ordinamento dialettico dell’Automovimento e la discretudine dell’oggettivazione analitica all’ Erlebnis dell’accadimento pandemico, venturieri della Geistesgeschichte , qui azzardiamo risponta.

















