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Artisti e architetti alla prova dello spazio
Coles
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Artisti e architetti alla prova dello spazio in Ottawa, ON
By None
Current price: $41.99


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Size: Kobo eBook
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Il volume indaga, attraverso focus parziali su temi, problemi, opere e protagonisti, soluzioni originali alla annosa diatriba tra artisti e architetti. Con alcune premesse irrinunciabili: l’individuazione delle prerogative delle singole discipline, la salvaguardia delle loro differenze, il rifiuto di un’accezione di sintesi come sacrificio reciproco. L’architettura non è mera funzione, come molti artisti pensano, e l’arte non è mera decorazione, come molti architetti sperano. I confini sono netti: quando gli artisti s’improvvisano architetti, si limitano spesso a dilatare le dimensioni dell’opera d’arte, incuranti delle valenze spaziali che il salto di scala comporta. Quando gli architetti gareggiano con gli artisti per liberarsi da ossessioni funzional-razionaliste, si riducono a decorare e abbellire facciate e involucri anonimi. È possibile allora una «sintesi delle arti» dove nessuna domini o mortifichi l’altra ed entrambe rispettino i relativi ambiti poetici ed etici? Questo l’interrogativo che ci consegnano queste pagine incalzanti e appassionate, nient’affatto neutrali: indagano infatti lo scontro tra titani, il corpo a corpo tra artisti e architetti negli spazi deputati, in quelli anomali e in quelli pubblici, il ruolo dell’allestimento come mediazione critica, la rivoluzione dell’anarchitettura e quella della frugalità, sempre sullo sfondo di quanto si agita nella società e adottando un punto di vista di «modernità critica», contro ogni citazionismo, anacronismo, classicismo.
Il volume indaga, attraverso focus parziali su temi, problemi, opere e protagonisti, soluzioni originali alla annosa diatriba tra artisti e architetti. Con alcune premesse irrinunciabili: l’individuazione delle prerogative delle singole discipline, la salvaguardia delle loro differenze, il rifiuto di un’accezione di sintesi come sacrificio reciproco. L’architettura non è mera funzione, come molti artisti pensano, e l’arte non è mera decorazione, come molti architetti sperano. I confini sono netti: quando gli artisti s’improvvisano architetti, si limitano spesso a dilatare le dimensioni dell’opera d’arte, incuranti delle valenze spaziali che il salto di scala comporta. Quando gli architetti gareggiano con gli artisti per liberarsi da ossessioni funzional-razionaliste, si riducono a decorare e abbellire facciate e involucri anonimi. È possibile allora una «sintesi delle arti» dove nessuna domini o mortifichi l’altra ed entrambe rispettino i relativi ambiti poetici ed etici? Questo l’interrogativo che ci consegnano queste pagine incalzanti e appassionate, nient’affatto neutrali: indagano infatti lo scontro tra titani, il corpo a corpo tra artisti e architetti negli spazi deputati, in quelli anomali e in quelli pubblici, il ruolo dell’allestimento come mediazione critica, la rivoluzione dell’anarchitettura e quella della frugalità, sempre sullo sfondo di quanto si agita nella società e adottando un punto di vista di «modernità critica», contro ogni citazionismo, anacronismo, classicismo.

















