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Dialoghi degli Dei
Coles
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Dialoghi degli Dei in Ottawa, ON
By None
Current price: $4.99


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La tematica dominante dei Dialoghi degli Dei è la demistificazione del sacro. Luciano non è un ateo nel senso moderno del termine: non nega l'esistenza degli dèi, ma nega la loro credibilità come modelli etici. In questo senso la sua opera si inserisce in una tradizione filosofica che risale agli Eleati (Senofane aveva detto che se i cavalli potessero fare dèi li farebbero a forma di cavallo) e ai Cinici.
Con ampia introduzione storica e critica e note biografiche su Luigi Settembrini, traduttore (ed. 1861).
§ La raccolta consta di ventisei brevi dialoghi (la numerazione varia a seconda dei manoscritti e delle edizioni) in cui i protagonisti sono gli dèi dell'Olimpo e altre figure semidivine. La forma scelta — il dialogo breve, serrato, costruito intorno a un conflitto o a una situazione paradossale — deriva dal dialogo platonico da un lato, dalla commedia aristofanea dall'altro, con un debito non trascurabile verso i mimi alessandrini e la diatriba cinica.
Luciano non è interessato all'elaborazione filosofica né allo svolgimento narrativo: il suo obiettivo è il lampo comico, il cortocircuito irriverente, la battuta che sgonfia la grandiosità del mito. I valori che emergono dallo scritto — la misura, la sobrietà, il senso del ridicolo come strumento di correzione morale — rimandano a una tradizione epicurea e cinica di fondo.
La tematica dominante dei Dialoghi degli Dei è la demistificazione del sacro. Luciano non è un ateo nel senso moderno del termine: non nega l'esistenza degli dèi, ma nega la loro credibilità come modelli etici. In questo senso la sua opera si inserisce in una tradizione filosofica che risale agli Eleati (Senofane aveva detto che se i cavalli potessero fare dèi li farebbero a forma di cavallo) e ai Cinici.
Con ampia introduzione storica e critica e note biografiche su Luigi Settembrini, traduttore (ed. 1861).
§ La raccolta consta di ventisei brevi dialoghi (la numerazione varia a seconda dei manoscritti e delle edizioni) in cui i protagonisti sono gli dèi dell'Olimpo e altre figure semidivine. La forma scelta — il dialogo breve, serrato, costruito intorno a un conflitto o a una situazione paradossale — deriva dal dialogo platonico da un lato, dalla commedia aristofanea dall'altro, con un debito non trascurabile verso i mimi alessandrini e la diatriba cinica.
Luciano non è interessato all'elaborazione filosofica né allo svolgimento narrativo: il suo obiettivo è il lampo comico, il cortocircuito irriverente, la battuta che sgonfia la grandiosità del mito. I valori che emergono dallo scritto — la misura, la sobrietà, il senso del ridicolo come strumento di correzione morale — rimandano a una tradizione epicurea e cinica di fondo.

















