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È Oriente
Coles
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È Oriente in Ottawa, ON
By None
Current price: $13.99


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Non è la ricerca dell’esotico che ci spinge a Oriente, ma la nostalgia inconsapevole di qualcosa che siamo stati e abbiamo dimenticato. Che sia la guglia di Santo Stefano a Vienna o un treno d’inverno che porta a Istanbul, l’estremo Sudest dell’Italia o i campi sterminati dell’Ucraina, andare verso il sole che nasce significa perdersi nel bosco del fauno, seguire il flauto di Pan, ritrovare Dioniso, dio dell’ebbrezza. Per Paolo Rumiz, l’Oriente comincia quando i treni rallentano, gli spazi si allargano e il tempo si dilata. Viaggiatore lento, da venticinque anni esplora in compagnia di Feltrinelli le plaghe più sperdute dei Balcani e dell’area danubiana, fino a raggiungere le rive del Mediterraneo. È il narratore di un’Europa spesso negletta dal suo centro franco-tedesco, quella “al di là” del Muro, la stessa che troviamo superata Trieste, limite oltre il quale si stendeva lo sconfinato Oriente. In questo volume, l’autore ripercorre il suo viaggio alla (ri)scoperta di un territorio fatto di storia, di vite che ancora oggi brillano tra le macerie di imperi caduti e ci accompagna lungo piane percorse da fiumi lenti e ampi, e inverni rigidi che nascondono città come gemme. È Oriente non è solo un reportage, è il recupero di un sentire europeo che abbiamo relegato in un angolo. Rumiz osserva, ascolta, si sposta. E attraverso le note del suo taccuino questo Oriente torna a noi, per innervare la nostra cultura e indirizzare il nostro futuro. “Mi chiedo se la forza del racconto non nasca nell’uomo da millenni di cammino, se il narrare (insieme al cantare) non nasca dall’andare.”
Non è la ricerca dell’esotico che ci spinge a Oriente, ma la nostalgia inconsapevole di qualcosa che siamo stati e abbiamo dimenticato. Che sia la guglia di Santo Stefano a Vienna o un treno d’inverno che porta a Istanbul, l’estremo Sudest dell’Italia o i campi sterminati dell’Ucraina, andare verso il sole che nasce significa perdersi nel bosco del fauno, seguire il flauto di Pan, ritrovare Dioniso, dio dell’ebbrezza. Per Paolo Rumiz, l’Oriente comincia quando i treni rallentano, gli spazi si allargano e il tempo si dilata. Viaggiatore lento, da venticinque anni esplora in compagnia di Feltrinelli le plaghe più sperdute dei Balcani e dell’area danubiana, fino a raggiungere le rive del Mediterraneo. È il narratore di un’Europa spesso negletta dal suo centro franco-tedesco, quella “al di là” del Muro, la stessa che troviamo superata Trieste, limite oltre il quale si stendeva lo sconfinato Oriente. In questo volume, l’autore ripercorre il suo viaggio alla (ri)scoperta di un territorio fatto di storia, di vite che ancora oggi brillano tra le macerie di imperi caduti e ci accompagna lungo piane percorse da fiumi lenti e ampi, e inverni rigidi che nascondono città come gemme. È Oriente non è solo un reportage, è il recupero di un sentire europeo che abbiamo relegato in un angolo. Rumiz osserva, ascolta, si sposta. E attraverso le note del suo taccuino questo Oriente torna a noi, per innervare la nostra cultura e indirizzare il nostro futuro. “Mi chiedo se la forza del racconto non nasca nell’uomo da millenni di cammino, se il narrare (insieme al cantare) non nasca dall’andare.”

















