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Famiglie ombra
Coles
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Famiglie ombra in Ottawa, ON
By None
Current price: $10.99


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Famiglie ombra parla al cuore di chiunque abbia mai cercato un posto che si possa chiamare «casa». Nove storie figlie della diaspora filippina e di un tempo in cui la distanza sembra essere la barriera, alla perenne ricerca, come siamo, di ricongiungerci con chi amiamo, separati da confini reali o solo immaginati.
Mia Alvar riversa intere vite in poche pagine e tratteggia una paziente geografia dei sentimenti, un itinerario umano capace di abbracciare in un solo potente sguardo i bassifondi di Manila, la New York dell'11 settembre e il Medio oriente di chi sgobba nel deserto per mandare i soldi in patria. Un farmacista ormai newyorkese ritorna a casa carico di medicine contrabbandate, per assistere nella morte un padre che ha sempre odiato e a cui inevitabilmente ha finito per assomigliare. In Bahrein, una conventicola di riccone filippine dà feste e organizza karaoke per i compatrioti meno fortunati, in attesa che una serpe in seno mandi in rovina quel castello di smancerie. E poi le vicende familiari e politiche dei coniugi Aquino, raccontate proprio mentre il loro destino – e quello della nazione tutta – sta tragicamente per compiersi.
Una volta Alvar ha descritto così il suo paese: «le Filippine sono state colonizzate dagli spagnoli per 400 anni e dagli statunitensi per 50: 400 anni in convento seguiti da 50 a Hollywood». Una inconciliabilità riflessa nella sua scrittura ambiziosa, in cui la Storia si insinua nelle storie, cesellando veri e propri romanzi in miniatura gravidi di una sensualità sospesa tra fedeltà «cattolica» ed emancipazione «americana».
Famiglie ombra parla al cuore di chiunque abbia mai cercato un posto che si possa chiamare «casa». Nove storie figlie della diaspora filippina e di un tempo in cui la distanza sembra essere la barriera, alla perenne ricerca, come siamo, di ricongiungerci con chi amiamo, separati da confini reali o solo immaginati.
Mia Alvar riversa intere vite in poche pagine e tratteggia una paziente geografia dei sentimenti, un itinerario umano capace di abbracciare in un solo potente sguardo i bassifondi di Manila, la New York dell'11 settembre e il Medio oriente di chi sgobba nel deserto per mandare i soldi in patria. Un farmacista ormai newyorkese ritorna a casa carico di medicine contrabbandate, per assistere nella morte un padre che ha sempre odiato e a cui inevitabilmente ha finito per assomigliare. In Bahrein, una conventicola di riccone filippine dà feste e organizza karaoke per i compatrioti meno fortunati, in attesa che una serpe in seno mandi in rovina quel castello di smancerie. E poi le vicende familiari e politiche dei coniugi Aquino, raccontate proprio mentre il loro destino – e quello della nazione tutta – sta tragicamente per compiersi.
Una volta Alvar ha descritto così il suo paese: «le Filippine sono state colonizzate dagli spagnoli per 400 anni e dagli statunitensi per 50: 400 anni in convento seguiti da 50 a Hollywood». Una inconciliabilità riflessa nella sua scrittura ambiziosa, in cui la Storia si insinua nelle storie, cesellando veri e propri romanzi in miniatura gravidi di una sensualità sospesa tra fedeltà «cattolica» ed emancipazione «americana».

















