
Give the Gift of Choice!
Too many options? Treat your friends and family to their favourite stores with a Bayshore Shopping Centre gift card, redeemable at participating retailers throughout the centre. Click below to purchase yours today!Purchase HereHome
La bella economia
Coles
Loading Inventory...
La bella economia in Ottawa, ON
By None
Current price: $7.99


By None
La bella economia in Ottawa, ON
Current price: $7.99
Loading Inventory...
Size: Kobo eBook
*Product information may vary - to confirm product availability, pricing, shipping and return information please contact Coles
L’economia italiana non gode affatto di buona salute: scandali finanziari, manager super pagati, “figli di papà” collocati imprudentemente ai posti di comando, dirigenti d’azienda privi di una solida cultura generale. Urge una radicale inversione di rotta e recuperare sobrietà. Ma l’economia sarà in grado di ritrovare una dimensione etica e, in senso allargato, la sua originaria bellezza? E cosa si intende quando si parla di bellezza applicata all’economia? È evidente che non ci si riferisce soltanto a settori produttivi quali moda, design, turismo, quanto piuttosto alla valorizzazione del lato umano della disciplina: operazione possibile solo se si esce, finalmente, dagli schemi chiusi dell’homo oeconomicus grezzo ed egoista in cui l’hanno relegata tanti manager, imprenditori, banchieri, giornalisti approssimativi. Quegli stessi meccanismo che hanno finito col rendere l’economia una “scienza triste”, secondo la definizione del filosofo scozzese Thomas Carlyle. Solo così i suoi protagonisti ritroveranno il gusto di interrogarsi, senza dogmatismi e con specchiata onestà intellettuale, sui nuovi orizzonti di senso dell’economia. Come auspica anche la Confindustria, infatti, si dovrebbe ripensare alla “necessità di un cambio di mentalità e di nuove politiche culturali per le imprese, di nuove “parole chiave” da sviluppare». È proprio in questa direzione che Francesco Maggio, economista esperto di non profit e di finanza etica, concentra la sua riflessione, delineando quale nuovo e decisivo ruolo spetti oggi alle imprese italiane.
L’economia italiana non gode affatto di buona salute: scandali finanziari, manager super pagati, “figli di papà” collocati imprudentemente ai posti di comando, dirigenti d’azienda privi di una solida cultura generale. Urge una radicale inversione di rotta e recuperare sobrietà. Ma l’economia sarà in grado di ritrovare una dimensione etica e, in senso allargato, la sua originaria bellezza? E cosa si intende quando si parla di bellezza applicata all’economia? È evidente che non ci si riferisce soltanto a settori produttivi quali moda, design, turismo, quanto piuttosto alla valorizzazione del lato umano della disciplina: operazione possibile solo se si esce, finalmente, dagli schemi chiusi dell’homo oeconomicus grezzo ed egoista in cui l’hanno relegata tanti manager, imprenditori, banchieri, giornalisti approssimativi. Quegli stessi meccanismo che hanno finito col rendere l’economia una “scienza triste”, secondo la definizione del filosofo scozzese Thomas Carlyle. Solo così i suoi protagonisti ritroveranno il gusto di interrogarsi, senza dogmatismi e con specchiata onestà intellettuale, sui nuovi orizzonti di senso dell’economia. Come auspica anche la Confindustria, infatti, si dovrebbe ripensare alla “necessità di un cambio di mentalità e di nuove politiche culturali per le imprese, di nuove “parole chiave” da sviluppare». È proprio in questa direzione che Francesco Maggio, economista esperto di non profit e di finanza etica, concentra la sua riflessione, delineando quale nuovo e decisivo ruolo spetti oggi alle imprese italiane.

















