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La Bohème italiana
Coles
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La Bohème italiana in Ottawa, ON
By None
Current price: $11.99


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La Bohème italiana pubblicato per la prima volta nel 1909, è il primo romanzo non d'avventura scritto da Emilio Salgari. Racconta le scapigliate vicende (in parte autobiografiche) di un gruppo di giovani artisti squattrinati e geniali che, abbandonando la vita di città (la Torino di fine Ottocento), decide di fondare, in campagna, una sorta di anarchica colonia artistica, la Topaia. Come nel celebre libro di Henri Murger, da cui Puccini trarrà la sua Bohème, i protagonisti di Salgari vivono una vita goliardica e marginale, rocambolesca e divertente, fra torrenziali bevute e musica, scherzi funambolici e lunghe partite a carte, infinite discussioni e schiamazzi teatrali, in una perenne situazione di ristrettezze economiche che li costringe a mettere in campo ingegnosi espedienti per ovviare alla continua «scarsità delle loro borse». Un Salgari molto diverso dal creatore delle avventure dei pirati malesi, lontanissimo dai mari d'Oriente e dagli esotismi per cui è diventato celebre: uno scrittore brillante, umoristico e insieme malinconico, vigoroso e anticonformista, ironico e scanzonato, talora nostalgico, mai decadente. Una (ri)scoperta preziosa; un piccolo capolavoro di virtuosa leggerezza. Un testo quasi sconosciuto, che vale davvero la pena di rileggere. «La Bohème italiana assomiglia a un messaggio rinchiuso in una bottiglia, a una richiesta d'aiuto, a una battaglia interiore tra malessere e voglia di vivere, a un invito, per tutti noi 'cari amici lettori', a non smarrire le gioie, le speranze, la vivacità della nostra giovinezza. Una gemma rara, questa quasi autobiografia del papà dei nostri eroi, che non avrebbe di certo sfigurato tra i vasi di metallo prezioso, le perle, i cumuli di diamanti e di brillanti mescolati assieme, 'scintillanti come tanti soli, sotto i riflessi della gran lampada dorata sospesa al soffitto' nel covo della Tigre della Malesia.» (Michele Paolino)
La Bohème italiana pubblicato per la prima volta nel 1909, è il primo romanzo non d'avventura scritto da Emilio Salgari. Racconta le scapigliate vicende (in parte autobiografiche) di un gruppo di giovani artisti squattrinati e geniali che, abbandonando la vita di città (la Torino di fine Ottocento), decide di fondare, in campagna, una sorta di anarchica colonia artistica, la Topaia. Come nel celebre libro di Henri Murger, da cui Puccini trarrà la sua Bohème, i protagonisti di Salgari vivono una vita goliardica e marginale, rocambolesca e divertente, fra torrenziali bevute e musica, scherzi funambolici e lunghe partite a carte, infinite discussioni e schiamazzi teatrali, in una perenne situazione di ristrettezze economiche che li costringe a mettere in campo ingegnosi espedienti per ovviare alla continua «scarsità delle loro borse». Un Salgari molto diverso dal creatore delle avventure dei pirati malesi, lontanissimo dai mari d'Oriente e dagli esotismi per cui è diventato celebre: uno scrittore brillante, umoristico e insieme malinconico, vigoroso e anticonformista, ironico e scanzonato, talora nostalgico, mai decadente. Una (ri)scoperta preziosa; un piccolo capolavoro di virtuosa leggerezza. Un testo quasi sconosciuto, che vale davvero la pena di rileggere. «La Bohème italiana assomiglia a un messaggio rinchiuso in una bottiglia, a una richiesta d'aiuto, a una battaglia interiore tra malessere e voglia di vivere, a un invito, per tutti noi 'cari amici lettori', a non smarrire le gioie, le speranze, la vivacità della nostra giovinezza. Una gemma rara, questa quasi autobiografia del papà dei nostri eroi, che non avrebbe di certo sfigurato tra i vasi di metallo prezioso, le perle, i cumuli di diamanti e di brillanti mescolati assieme, 'scintillanti come tanti soli, sotto i riflessi della gran lampada dorata sospesa al soffitto' nel covo della Tigre della Malesia.» (Michele Paolino)

















