
Give the Gift of Choice!
Too many options? Treat your friends and family to their favourite stores with a Bayshore Shopping Centre gift card, redeemable at participating retailers throughout the centre. Click below to purchase yours today!Purchase HereHome
La fascinazione del potere
Coles
Loading Inventory...
La fascinazione del potere in Ottawa, ON
Current price: $13.99


La fascinazione del potere in Ottawa, ON
Current price: $13.99
Loading Inventory...
Size: Kobo eBook
*Product information may vary - to confirm product availability, pricing, shipping and return information please contact Coles
Lo sfondo ove si svolge la narrazione è denso di fumi e di contrasti. La concordia è virtù perdente. Più invasiva e prepotente invece la volontà di supremazia, diffusa in ogni dove: una reggia o uno scantinato, una caserma o un convento, una scuola o un condominio possono contenere giochi di relazione e rivalse sociali. Così come in un simbolico gioco di potere, in un caseggiato del retroterra veneziano si svolgono le vicende che vedono protagonisti alcuni particolari e vivaci personaggi, come Matelda, chiamata col diminutivo “Elda”, che raccoglie meriti al pari di un politico di “Palazzo” e riproduce in scala usi e costumi degli arraffoni seduti in seggio. Anche la sua postura sulla sedia assume quel certo sentore di arroganza placida che appartiene agli inetti. E in questa rete di rapporti entrano in contatto e in conflitto con lei altre figure come Ruffina, Carolina e Crizia e si scopre che l’odio del subalterno contro “il padrone” è storia interminabile e fa parte della storia dell’uomo: troppo lunga la carrellata su un capitolo che dura nel tempo e troppo lunga l’esplorazione sui guasti dell’animo, derivanti da tutte le scale gerarchiche, gli assetti piramidali, con l’alternanza di schiavi e di padroni, di uomini o caporali.
Lo sfondo ove si svolge la narrazione è denso di fumi e di contrasti. La concordia è virtù perdente. Più invasiva e prepotente invece la volontà di supremazia, diffusa in ogni dove: una reggia o uno scantinato, una caserma o un convento, una scuola o un condominio possono contenere giochi di relazione e rivalse sociali. Così come in un simbolico gioco di potere, in un caseggiato del retroterra veneziano si svolgono le vicende che vedono protagonisti alcuni particolari e vivaci personaggi, come Matelda, chiamata col diminutivo “Elda”, che raccoglie meriti al pari di un politico di “Palazzo” e riproduce in scala usi e costumi degli arraffoni seduti in seggio. Anche la sua postura sulla sedia assume quel certo sentore di arroganza placida che appartiene agli inetti. E in questa rete di rapporti entrano in contatto e in conflitto con lei altre figure come Ruffina, Carolina e Crizia e si scopre che l’odio del subalterno contro “il padrone” è storia interminabile e fa parte della storia dell’uomo: troppo lunga la carrellata su un capitolo che dura nel tempo e troppo lunga l’esplorazione sui guasti dell’animo, derivanti da tutte le scale gerarchiche, gli assetti piramidali, con l’alternanza di schiavi e di padroni, di uomini o caporali.

















