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La scuola tradita: Il fallimento del neoliberismo e come uscirne
Coles
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La scuola tradita: Il fallimento del neoliberismo e come uscirne in Ottawa, ON
By None
Current price: $15.99


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La recentissima riforma Valditara del 2024 è il quarto tentativo di riformare la scuola superiore dopo Berlinguer (2000), Moratti (2003) e Renzi (2015). Tutte queste riforme sono fallite. Ancora oggi la scuola superiore italiana è quella disegnata dai due filosofi idealisti, Croce e Gentile, nel lontano 1923. Le riforme hanno abbracciato una concezione neoliberista dell’istruzione che, seppure con diversi gradi e differenti sfumature, è stata letale. La deriva neoliberista e pseudo-aziendalistica ha trovato sostenitori sia a destra sia a sinistra, creando una innaturale saldatura ideologica. Ciò non ha trasformato la scuola democratica in una palestra meritocratica, come i proponenti millantavano. Anzi i problemi di sempre, carenza di fondi e sclerosi burocratica, sono diventati ancora più acuti nella scuola dell’autonomia, vuoto orpello retorico. La fallimentare esperienza americana della School Choice poteva pur insegnare qualcosa. Le riforme hanno fallito perché hanno ignorato il fulcro dell’attività scolastica, cioè i docenti, considerati spesso come un ostacolo sulla via del necessario cambiamento e non come una risorsa fondamentale. La scuola superiore italiana può, e deve, cambiare in meglio e velocemente. Le proposte ci sono – alcune sono discusse proprio in questo libro –, ma è necessario superare vecchi pregiudizi ormai anacronistici.
La recentissima riforma Valditara del 2024 è il quarto tentativo di riformare la scuola superiore dopo Berlinguer (2000), Moratti (2003) e Renzi (2015). Tutte queste riforme sono fallite. Ancora oggi la scuola superiore italiana è quella disegnata dai due filosofi idealisti, Croce e Gentile, nel lontano 1923. Le riforme hanno abbracciato una concezione neoliberista dell’istruzione che, seppure con diversi gradi e differenti sfumature, è stata letale. La deriva neoliberista e pseudo-aziendalistica ha trovato sostenitori sia a destra sia a sinistra, creando una innaturale saldatura ideologica. Ciò non ha trasformato la scuola democratica in una palestra meritocratica, come i proponenti millantavano. Anzi i problemi di sempre, carenza di fondi e sclerosi burocratica, sono diventati ancora più acuti nella scuola dell’autonomia, vuoto orpello retorico. La fallimentare esperienza americana della School Choice poteva pur insegnare qualcosa. Le riforme hanno fallito perché hanno ignorato il fulcro dell’attività scolastica, cioè i docenti, considerati spesso come un ostacolo sulla via del necessario cambiamento e non come una risorsa fondamentale. La scuola superiore italiana può, e deve, cambiare in meglio e velocemente. Le proposte ci sono – alcune sono discusse proprio in questo libro –, ma è necessario superare vecchi pregiudizi ormai anacronistici.

















