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Storia della Repubblica: L’Italia dalla Liberazione ad oggi (1945-2026) Edizione aggiornata con un capitolo finale sugli ultimi dieci anni
Coles
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Storia della Repubblica: L’Italia dalla Liberazione ad oggi (1945-2026) Edizione aggiornata con un capitolo finale sugli ultimi dieci anni in Ottawa, ON
Current price: $17.99


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Size: Kobo eBook
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Ottant’anni di storia: un percorso intenso, intriso di speranze e di delusioni, di traumi e di mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati nel corso di essi? E quanta parte di questa storia è presente nella memoria del paese? Nel nostro orizzonte collettivo sono sempre meno «costitutivi» gli anni duri, conflittuali ma al tempo stesso solidali, della Ricostruzione, le speranze e talora le illusioni del «miracolo economico», la ventata riformatrice degli anni sessanta e settanta (pur segnati, questi ultimi, dalle tragedie della «strategia della tensione» e degli «anni di piombo») o l’ottimismo rampante degli anni ottanta (sia pur minato da germi che sarebbero dilagati). Ed è sempre più presente, invece, la memoria della dissoluzione successiva: di qui l’importanza di uno sguardo d’insieme, come il libro propone. Non è solo italiana la crisi e la scomparsa dei grandi partiti di massa, così come l’affermarsi di populismi aggressivi: colpisce però la rapidità che il processo ha assunto in un paese in cui la «democrazia dei partiti» era stata molto radicata e profonda. Da questo punto di vista il capitolo che analizza gli ultimi dieci anni segnala un salto di qualità che ha trovato espressione nel governo guidato da Giorgia Meloni. Nel suo operare infatti vi è sia la negazione o la deformazione di tratti fondanti della storia nazionale sia una progressiva trasformazione delle istituzioni cui dovrebbero contribuire al tempo stesso progetti generali esplicitamente perseguiti e modifiche parziali via via introdotte. Vi è cioè il tentativo di delineare una diversa fisionomia culturale e istituzionale del paese, e anche su questo il libro invita a riflettere.
Ottant’anni di storia: un percorso intenso, intriso di speranze e di delusioni, di traumi e di mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati nel corso di essi? E quanta parte di questa storia è presente nella memoria del paese? Nel nostro orizzonte collettivo sono sempre meno «costitutivi» gli anni duri, conflittuali ma al tempo stesso solidali, della Ricostruzione, le speranze e talora le illusioni del «miracolo economico», la ventata riformatrice degli anni sessanta e settanta (pur segnati, questi ultimi, dalle tragedie della «strategia della tensione» e degli «anni di piombo») o l’ottimismo rampante degli anni ottanta (sia pur minato da germi che sarebbero dilagati). Ed è sempre più presente, invece, la memoria della dissoluzione successiva: di qui l’importanza di uno sguardo d’insieme, come il libro propone. Non è solo italiana la crisi e la scomparsa dei grandi partiti di massa, così come l’affermarsi di populismi aggressivi: colpisce però la rapidità che il processo ha assunto in un paese in cui la «democrazia dei partiti» era stata molto radicata e profonda. Da questo punto di vista il capitolo che analizza gli ultimi dieci anni segnala un salto di qualità che ha trovato espressione nel governo guidato da Giorgia Meloni. Nel suo operare infatti vi è sia la negazione o la deformazione di tratti fondanti della storia nazionale sia una progressiva trasformazione delle istituzioni cui dovrebbero contribuire al tempo stesso progetti generali esplicitamente perseguiti e modifiche parziali via via introdotte. Vi è cioè il tentativo di delineare una diversa fisionomia culturale e istituzionale del paese, e anche su questo il libro invita a riflettere.

















