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UNA PARTITA A SCACCHI
Coles
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UNA PARTITA A SCACCHI in Ottawa, ON
By None
Current price: $1.61


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Size: Kobo eBook
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Mi serpeggiasse il freddo, ma, sia pigrizia o grillo,
Sopportavo quei brividi, pure di star tranquillo.
La stanza parea enorme, tanto era vuota e bruna. -
Di tratto in tratto, a sbalzi, una mosca importuna
Borbottava per l'aria misteriosi metri,
Poi dava scioccamente della testa nei vetri -
Le tende alla finestra frusciavano inquiete...
Racconto queste cose, perché, se nol sapete,
Noi poeti, sovente, non siam noi che scriviamo,
È il vento che fa un fremito correr di ramo in ramo,
È una canzon perduta che pel capo ci frulla,
È il fumo di un sigaro, è un'ombra, è tutto, è nulla,
È un lembo della veste di persona sottile,
È la pioggia monotona che scroscia nel cortile,
È una poltrona morbida come sera d'estate,
È il sole che festevole picchia alle vetriate,
È delle cose esterne la varia litania,
Che fe' rider Ariosto e pianger Geremia. -
Stavo dunque soletto, cogli occhi semichiusi
E la mente perduta in fantasmi confusi,
Aveo smesso di leggere per sonnecchiare, ed era
L'autunno, ve l'ho detto, e per giunta, la sera.
Il libro raccontava storie vecchie e infantili
Di castelli, di fate, di valletti gentili.
Talora licenzioso nei motti, ma coll'aria
Di un nonno che sorrida con malizia bonaria.
È strano come in quelle pagine polverose
L'amor sia schietto, e tutte le vicende festose. -
Si direbbe che il tempo, inflessibile a noi,
Abbia corso a ritroso per tutti quegli eroi.
Le mura dei castelli son corrose e infrante,
E suvvi ci si abbarbica l'edera serpeggiante.
Son mozzate le torri, i merli son caduti,
Le sale spaziose i bei freschi han perduti;
I camini giganti dall'ali protettrici
Son colmi di macerie, stridon sulle cornici
I più grotteschi uccelli: ma sereni, sicuri,
Più forti che le torri e più saldi che i muri.
Quelli uomini di ferro d'ogni mollezza schivi
Si parano alla mente baldi, parlanti e vivi. -
Son là, coll'armi al fianco, col grifalco in mano,
Ieri: leon di guerra, ed oggi: castellano.
Ignoranti di patria, di libertà: capaci
Di morire per un nome od un paio di baci.
Mi serpeggiasse il freddo, ma, sia pigrizia o grillo,
Sopportavo quei brividi, pure di star tranquillo.
La stanza parea enorme, tanto era vuota e bruna. -
Di tratto in tratto, a sbalzi, una mosca importuna
Borbottava per l'aria misteriosi metri,
Poi dava scioccamente della testa nei vetri -
Le tende alla finestra frusciavano inquiete...
Racconto queste cose, perché, se nol sapete,
Noi poeti, sovente, non siam noi che scriviamo,
È il vento che fa un fremito correr di ramo in ramo,
È una canzon perduta che pel capo ci frulla,
È il fumo di un sigaro, è un'ombra, è tutto, è nulla,
È un lembo della veste di persona sottile,
È la pioggia monotona che scroscia nel cortile,
È una poltrona morbida come sera d'estate,
È il sole che festevole picchia alle vetriate,
È delle cose esterne la varia litania,
Che fe' rider Ariosto e pianger Geremia. -
Stavo dunque soletto, cogli occhi semichiusi
E la mente perduta in fantasmi confusi,
Aveo smesso di leggere per sonnecchiare, ed era
L'autunno, ve l'ho detto, e per giunta, la sera.
Il libro raccontava storie vecchie e infantili
Di castelli, di fate, di valletti gentili.
Talora licenzioso nei motti, ma coll'aria
Di un nonno che sorrida con malizia bonaria.
È strano come in quelle pagine polverose
L'amor sia schietto, e tutte le vicende festose. -
Si direbbe che il tempo, inflessibile a noi,
Abbia corso a ritroso per tutti quegli eroi.
Le mura dei castelli son corrose e infrante,
E suvvi ci si abbarbica l'edera serpeggiante.
Son mozzate le torri, i merli son caduti,
Le sale spaziose i bei freschi han perduti;
I camini giganti dall'ali protettrici
Son colmi di macerie, stridon sulle cornici
I più grotteschi uccelli: ma sereni, sicuri,
Più forti che le torri e più saldi che i muri.
Quelli uomini di ferro d'ogni mollezza schivi
Si parano alla mente baldi, parlanti e vivi. -
Son là, coll'armi al fianco, col grifalco in mano,
Ieri: leon di guerra, ed oggi: castellano.
Ignoranti di patria, di libertà: capaci
Di morire per un nome od un paio di baci.

















